Dopo l’esame Pet Sitter

Cosa succede alla fine del corso, dopo l’esame Pet Sitter? Giunti al termine di questa bellissima esperienza del corso Pet Sitter con tantissima teoria su cane, gatto e piccoli animali e piccoli momenti di pratica in cui abbiamo visto nel reale cosa significa accudire e gestire un animale da compagnia, è il momento di iniziare a prendere in considerazione un colloquio con un commercialista!

Seguono delle indicazioni generali per fare un po’ di chiarezza sulle prime opportunità.

Come si comincia a lavorare nel mondo degli animali?

1) Iniziare SUBITO in modo occasionale: ritenuta d’acconto

È la strada più semplice per chi vuole fare qualche servizio senza continuità.

  • Quando si può usare: solo se l’attività è occasionale, senza abitualità né organizzazione professionale.
  • Come funziona: il cliente ti paga e applica una ritenuta d’acconto del 20% sul compenso.
  • Limite economico: entro 5.000 € lordi annui non si pagano contributi INPS.
  • Documenti: si emette una ricevuta per prestazione occasionale con marca da bollo da 2 € sopra i 77,47 €.
  • Vantaggi: zero costi di apertura, si può iniziare subito.
  • Limiti: non si può fare in modo continuativo; se l’attività diventa stabile, serve la Partita IVA ed è difficile inserire un’assicurazione idonea.

2) Iniziare come professione: apertura Partita IVA

Quando il pet sitting diventa un lavoro vero e proprio, serve la P.IVA.

Codice ATECO: 96.99.11 – Servizi di presa in pensione e custodia per animali da compagnia (classificazione 2025). In alternativa, alcuni professionisti usano 96.99.19 – Servizi di cura per animali da compagnia n.c.a.

  • Regime fiscale consigliato: spesso il forfettario, con imposta sostitutiva al 15% (o 5% per i primi 5 anni se si rispettano i requisiti).
  • Contributi: gestione separata INPS o altra gestione in base all’inquadramento.
  • Costi: l’apertura è gratuita presso l’Agenzia delle Entrate; i costi principali sono quelli del commercialista e dei contributi.
  • Quando farlo: quando l’attività è abituale, organizzata, con clienti ricorrenti o quando si superano i limiti della prestazione occasionale.
  • Vantaggi: coperture assicurative stipulabili solo con P.IVA.

Modello di ricevuta per prestazione occasionale (per attività di Pet Sitting svolta in modo non abituale) strutturato in modo chiaro, con tutti gli elementi obbligatori.

RICEVUTA PER PRESTAZIONE OCCASIONALE

Dati del prestatore (Pet Sitter):
Nome e Cognome: ________________________
Codice Fiscale: __________________________
Indirizzo: _______________________________
Telefono / Email: ________________________

Dati del committente (cliente):
Nome e Cognome / Ragione Sociale: _________
Codice Fiscale / P.IVA: ___________________
Indirizzo: _______________________________

Oggetto della prestazione:
Servizio di pet sitting svolto in data/e ______________
Descrizione sintetica: ______________________________

Compenso lordo pattuito: € ___________

Ritenuta d’acconto (20%): € ___________
(calcolata sul compenso lordo)

Compenso netto da corrispondere: € ___________

Marca da bollo da €2 applicata?
☐ Sì (obbligatoria se il compenso lordo supera € 77,47)
☐ No (non dovuta)

Dichiarazione:
Il sottoscritto dichiara che la presente prestazione è svolta in maniera occasionale e non abituale, ai sensi dell’art. 2222 c.c., e che non supera i limiti previsti per l’esenzione contributiva INPS.

Luogo e data: _______________

Firma del prestatore: _______________


Note utili

  • La ritenuta d’acconto è sempre del 20%.
  • Il cliente versa la ritenuta allo Stato e paga al pet sitter il netto.
  • Sotto i 5.000 € annui non si versano contributi INPS.
  • Sopra i 77,47 € va applicata marca da bollo da €2.
  • La prestazione deve essere non abituale; se diventa continuativa → Partita IVA.

L’articolo 2222 del Codice Civile è la norma che definisce il contratto d’opera, cioè la forma giuridica alla base delle prestazioni occasionali come quelle che un pet sitter può svolgere prima di aprire Partita IVA.

Quando una persona si obbliga a compiere verso un corrispettivo un’opera o un servizio, con lavoro prevalentemente proprio e senza vincolo di subordinazione nei confronti del committente, si applicano le norme del lavoro autonomo.

Perché è importante per un Pet Sitter

L’art. 2222 è la base normativa che permette di lavorare senza Partita IVA, purché l’attività sia:

  • Occasionale (non continuativa, non organizzata come professione).
  • Autonoma (nessun orario imposto, nessun vincolo di subordinazione).
  • Svolta con lavoro proprio (tu decidi come, quando e con quali mezzi).
  • È proprio questo articolo che giustifica l’uso della prestazione occasionale con ritenuta d’acconto.

Quando NON basta più l’art. 2222 e serve la Partita IVA

  • Se l’attività diventa abituale;
  • Se l’attività diventa organizzata;
  • Se l’attività è con clienti ricorrenti;
  • Se hai un listino prezzi stabile;
  • Se pubblicizzi l’attività;
  • Se supera i limiti economici della prestazione occasionale.

Come si versa il 20% dove e a chi?

La ritenuta d’acconto si applica solo quando il cliente è un sostituto d’imposta (aziende, professionisti, enti). Se il cliente è un privato, la prestazione occasionale può essere gestita senza ritenuta (ma con ricevuta e marca da bollo).

Per aziende, professionisti, enti il 20% della ritenuta d’acconto non lo versa il pet sitter, ma il cliente che paga la prestazione.

E adesso che il corso è finito?

  • Hai acquisito competenze tecniche, di sicurezza e di gestione.
  • Puoi iniziare a lavorare in modo occasionale e in regola.
  • Hai un quadro chiaro su responsabilità, limiti e buone pratiche.
  • Sai come presentarsi ai clienti in modo professionale.

“Oggi non finisce il tuo percorso: oggi inizia! Hai gli strumenti per lavorare in modo sicuro, responsabile e professionale.”

Per chi vuole continuare a crescere, ho creato un gruppo dedicato ai miei ex corsisti. Lì condivido aggiornamenti, mini-lezioni, materiali utili e le date dei corsi di approfondimento. Se vuoi farne parte basta chiedere! Nessun impegno economico, solo crescita costante.

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