Dietro le quinte di un lavoro del cuore

Chi lavora con gli animali lo sa: la nostra non è solo una professione, è una scelta di vita. Passiamo le giornate nei centri cinofili, negli allevamenti, teniamo corsi, stage, docenze. Per fortuna, una grande parte del mio lavoro si svolge a domicilio: è la dimensione che, in questo momento, mi “salva”. Mettiamo tutta la nostra energia, le nostre competenze e la nostra pazienza al servizio dei conduttori e dei loro cani. E lo facciamo con passione, perché vedere un binomio che trova la sua intesa o un futuro addestratore crescere è la ricompensa più grande.

Ma oggi vorrei fare una riflessione un po’ più intima, che nasce da una stanchezza che non è solo fisica, ma profondamente emotiva.

Due anni dopo l’articolo sulla CHIUSURA nel weekend.

In questa stagione è obbligatorio lavorare con i cani al mattino presto e la sera, per limitare i rischi che il caldo comporta. Per me significa che le giornate iniziano alle 6 e finiscono dopo la mezzanotte. Non è un periodo facile: dopo aver subito una grave truffa legata al furgone (me lo hanno venduto con un fermo amministrativo di 40mila euro e nessuno, rivenditore e agenzia, si era accorto), mi trovo ad affrontare una maratona finanziaria per coprire spese enormi e bollette del gas che superano i 4300 euro da inizio anno (ancora da chiarire la causa di questo consumo anomalo, tra avvocato, tecnici e geometra stiamo analizzando tutto). Per fare fronte a tutto questo ho dovuto inserire un terzo e un quarto lavoro. E nel pochissimo tempo libero che non ho, cerco casa. A questo proposito, ringrazio di cuore tutte le persone che mi stanno aiutando a valutare soluzioni alternative, siete preziosi.

Ora che il caldo comincia a farsi sentire, e mentre corriamo tutti per assicurarci che ogni cane allievo sia al fresco, idratato e a proprio agio, mi capita sempre più spesso di girarmi a guardare il mio furgone. Lì dentro ci sono i miei cani. Non ho un posto alternativo dove lasciarli: vivo da sola e trovare un affitto accessibile per chi ha cani al seguito sembra un’impresa impossibile. Il furgone, per adesso, è la loro casa itinerante mentre io lavoro. E ogni volta che lo guardo, sento una stretta al cuore.

Mi ritrovo a dover chiedere, a volte a discutere, per avere un angolo di ombra per loro. Cerco disperatamente un minuto tra una lezione e l’altra per farli bere o per fargli fare una pipì, ma sembra non esserci mai spazio: tutti hanno la priorità. Tutti, tranne loro. Persino la pausa pranzo, durante le giornate di docenza, diventa spesso fonte di stress. È il momento in cui le persone si avvicinano per fare domande, dimenticando che quelle stesse richieste potrebbero trovare spazio in aula e sarebbe anche utili a tutti. Quella pausa sarebbe l’unico, prezioso momento della giornata in cui potrei staccare e dedicarmi finalmente a loro. Invece, nella frenesia di dare sempre la precedenza alle esigenze degli altri, i miei cani finiscono per essere quelli che ci rimettono. Aspettano lì, silenziosi e pazienti, che io finisca.

La cosa che fa più male è che, quando finalmente la giornata volge al termine e potrei godermi una bella passeggiata con loro, sono ormai devastata dal dolore. “Serve riposo”, continuano a ripetermi i medici. Convivo da tempo con ernie alla schiena e con lesioni ai tendini d’Achille che mi trascino dietro da due anni. Eppure sono lì sul campo, a dare tutto per gli altri e ad essere sempre troppo stanca per me e i miei animali.

Forse nessuno si è mai chiesto perché, ogni due lezioni a domicilio, io scelga di REGALARE una passeggiata educativa. Il motivo è semplice: perché è l’unico modo che ho per dedicare quel tempo anche ai miei cani, finalmente. Il progetto Cani Assistenti Certificati è nato proprio per puntare tutto sulla loro collaborazione nel mio lavoro. Collaborazione unica e insostituibile.

Corsi di formazione, lezioni in allevamenti e in centri cinofili, sempre la stessa dinamica, evidentemente qualche errore mio c’è! Non succede con le lezioni a domicilio perché ho tempo e modo per spiegare, prendere spazi, rilassarci e chiacchierare escluso il tempo della lezione. Forse, non succede con le lezioni a domicilio perché un minimo di selezione sugli allievi c’è!

Amo profondamente il mio lavoro, ma credo che la vera cinofilia e il rispetto per i cani debbano partire proprio da qui: dal proteggere e tutelare anche chi ci accompagna ogni giorno in questo viaggio, supportandoci dietro le quinte. Non pretendo attenzioni per me, non l’ho mai fatto, ma per i miei cani sì. Perché meritano lo stesso rispetto, la stessa dignità e la stessa dedizione che io riverso, ogni singolo giorno, nei cani degli altri.

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